Archivi categoria : Rassegna Stampa Beggiato

G.A. STELLA e la battaglia di Lissa

Giovedì 02 Agosto 2012 08:33

Gian Antonio Stella/ Cavalli di razza

Ex leghista (ora venetista) bocciato in storia

La battaglia navale di Lissa? Per i Veneti

una vittoria da ricordare, ha scritto Ettore Beggiato. Peccato che ci sia una forzatura

 

Emerge dalle sacre acque di Lissa / un capo e dalla bocca esangue scaglia / "Ricordati! Ricordati!" e s'abissa». Certo, il Gabriele D'Annunzio della Canzone d'Oltremare è così retorico da spingere al sorriso. A nessuno verrebbe in mente, oggi, di scrivere così. Non meno retorica, però, sia pure diversa, c'è nel comunicato diffuso giorni fa da Ettore Beggiato, leghista della prima ora poi fondatore della Unione del Popolo Veneto, autore di vari libri venetisti: 1866: la grande truffa, II Senno di poi. L'unità d’Italia vista 150 anni dopo, La lotta dei Veneti contro lo stato italiano e soprattutto Lissa, l'ultima vittoria della Serenissima.

E proprio alla battaglia navale di Lissa, dove la flotta italiana guidata da Carlo Pellion di Persano poi processato fu disastrosamente sconfitta dalla marina austriaca, è dedicato il dispaccio dell'esponente venetista. Titolo: «20 luglio, anniversario della battaglia navale di Lissa, per i Veneti una vittoria da ricordare!».

VIVA SAN MARCO. Il testo: «A Lissa il 20 luglio 1866 gli eredi della Serenissima (veneti, giuliani, istriani e dalmati) ossatura della marina asburgica sconfissero clamorosamente la marina tricolore (che brillava per la rivalità tra le tre componenti, sarda, siciliana e napoletana) che tanto baldanzosamente aveva affrontato la battaglia, forte della propria superiorità di uomini e di mezzi, e quel "uomini di ferro su navi di legno hanno sconfitto uomini di legno su navi di ferro" fotografa mirabilmente lo scontro navale. Nell'elenco delle medaglie d'oro e d'argento troviamo cognomi tipicamente veneti, a partire da Vincenzo Vianello detto Gratton e Tommaso Penzo detto Ociai…».

Continua il comunicato: «"Deghe drento, Nino, che la ciapemo", così si rivolse l'ammiraglio Tegetthoff secondo alcuni a Vincenzo Vianello da Pellestrina secondo altri a Tommaso Penzo da Chioggia, e all'annuncio della vittoria gli equipaggi risposero lanciando i berretti in aria e gridando "Viva San Marco!!"» Che il comandante della flotta austriaca, l'ammiraglio Wilhelm von Tegetthoff, parlasse veneziano è possibile: a 13 anni era entrato nel collegio dei cadetti della marina austroungarica che aveva sede nel sestiere di Castello. Che molti veneti fossero arruolati in marina è certo. Anche perché Vienna, che rastrellava i giovani di leva tenendoli in divisa otto anni, aveva la mano pesante coi renitenti. Che questo dimostri la devozione veneta alla «patria» austriaca contro l'Italia, è una forzatura assurda.

Poco più di una quindicina d'anni prima, la meravigliosa Venezia culla di bellezza era stata bombardata a tappeto dall'esercito viennese: almeno duemila cannonate soltanto il 29 luglio 1849. Una violenza insensata (che si sarebbe ripetuta nella I Guerra mondiale: 41 bombardamenti) contro i veneziani che si erano ribellati sotto la guida di Daniele Manin, che qualche citrullo venetista oggi arruola tra i patrioti proto-leghisti nonostante in piazza San Marco sventolasse il tricolore e nonostante lo stesso Manin

 

 

avesse affisso nel 1848 un manifesto che tuonava: «Valorosi! Nel nome dell'Italia per la quale avete combattuto e volete combattere, vi scongiuro di non scemare la lena nella difesa di questo santo asilo della nostra nazionalità».

Versione sbracata. Del resto, sorride ironico Mario Isnenghi, uno dei massimi studiosi del Risorgimento, «chi afferma la tesi dell'amore per l'Austria da parte dei marinai veneti a Lissa dovrebbe spiegare come mai pochi anni prima Vienna si era guardata bene dall'usare quella marina contro Venezia. Le fanterie si spaccarono a seconda della nazionalità ma i marinai veneziani stavano con Venezia». Opinioni diverse? Per niente. Lo storico l'ha scritto anche nel libro La storia negata curato da Angelo Del Boca: «La coscienza che tutto passi attraverso un punto di vista e un'interpretazione e finisca in uso pubblico e strumentalizzazione politica, invece che più lucidi, ci rende solo più fatui. E una versione sbracata e facilona di "relativismo" o storia "fai da te" finiscono per imperare. Nulla è vero, tutto è vero. Nossignori, gli avvenimenti storici si sono svolti in una certa maniera e non in un'altra; sta a noi volerlo e saperlo accertare e documentare».

 

SETTE  27/07/2012

 

Recensione libro Lissa sul Giornale di Vicenza

Lissa,ultima vittoria della Serenissima? Indagine di Beggiato IL LIBRO. La battaglia del 20 luglio 1866 Il venetista ricostruisce precedenti ed echi politico-militari ed etnici IL GIORNALE DI VICENZA domenica 08/07/2012 Ettore Beggiato Un'allegoria di mani levate e berretti fatti volare in alto per festeggiare, al grido di “Viva San Marco!”, le due corazzate Palestro e…
Per saperne di più

1889, nel Veneto progetto federazione politica regionale

Pubblicato su www.lindipendenza.com di mercoledì 25 gennaio 2012 1889 nel Veneto progetto per una federazione politica regionale La “questione veneta”, l’aspirazione dei veneti all’autogoverno, è sempre stata una costante nella nostra storia, e anche nei momenti meno esaltanti la coscienza della nostra identità e dei nostri diritti ha continuato ad essere forte e presente. E…
Per saperne di più

ISTRIA – Albona restauri grazie alla legge Beggiato

Il restauro del centro di Albona parte con i finanziamenti del Veneto Si allunga la già lunga lista dei beni culturali, artistici e architettonici recuperati con il prezioso sostegno della Regione Veneto, per il tramite della cosiddetta Legge Beggiato, la Legge regionale n°15 che consente il finanziamento degli interventi per il recupero e la valorizzazione…
Per saperne di più