Intervento all’incontro con la Delegazione catalana

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO Incontro con la Delegazione del Parlamento della Catalogna/Catalunya Venezia 6 maggio 1998 Ettore BEGGIATO (Liga Veneta – L.N.) Amici catalani, vi porto il saluto della Liga Veneta-Lega Nord, prima forza politica della nostra Regione. Non potevo non iniziare con un saluto in lingua veneta nei confronti di una delegazione che rappresenta un popolo, una Nazione che sulla lingua e sulla identità ha fondato le proprie fortune politiche e culturali. La Liga Veneta-Lega Nord ha attualmente due europarlamentari, 29 rappresentanti al Parlamento della Repubblica italiana a Roma, 3 Presidenti delle Province, una sessantina di Sindaci e nel 1995, in uno dei momenti meno fortunati della nostra storia politica, abbiamo eletto in questo Consiglio regionale nove Consiglieri. Oltre a questo quadro politico-istituzionale, vorrei ricordare come il nostro movimento politico, che è nato nel Veneto nel 1980, sia stato determinante in questi 18 anni per il risveglio della nostra coscienza veneta, per la riappropriazione della nostra identità, per la riappropriazione e la diffusione dei nostri simboli, della nostra bandiera. Anche recentemente questo Consiglio ha approvato praticamente all'unanimità una legge sul riconoscimento, sull'uso e sulla diffusione della bandiera veneta, il Leone di San Marco, nel quale questo popolo si riconosce da oltre un millennio. Il nostro movimento politico da sempre ha guardato alla Catalogna, al modello catalano come un modello al quale ispirarsi, per la vostra capacità di riappropriarsi della lingua catalana, della storia catalana, della identità catalana; per la capacità del popolo catalano di produrre una via pacifica, non violenta di autonomia e di federalismo. In questo senso noi come Gruppo, abbiamo cercato di approfondire e di far conoscere all'interno della nostra Regione il vostro popolo con questo volumetto, che si intitola: "Catalogna, breve storia di una Nazione europea che ha lottato per la sua autonomia, la sua identità, la sua lingua”. Questo è stato fatto nel dicembre del 1996. Una delegazione del nostro movimento è stata nella primavera scorsa in Catalunya, guidata dal nostro Segretario nazionale Fabrizio Comencini, attuale Vicepresidente di questo consiglio. Ci siamo incontrati con il Presidente Pujol, con gli esponenti di quasi tutti i partiti catalani, con docenti delle vostre università per cercare di approfondire tutta una serie di tematiche che sono quanto mai discusse nel nostro Veneto. Mi riferisco, per esempio, al federalismo asimmetrico. Dicevo un modello catalano che è quanto mai attuale in questo momento storico-politico nel Veneto. E credo che anche qui sia necessario fare un po' di chiarezza. Io credo che modello catalano voglia dire soprattutto sentirsi catalani, pensare da catalani, parlare da catalani ed agire da catalani. Invece qui, a casa nostra, chi fa riferimento al modello catalano pensando di esportarlo nel Veneto, si sente italiano, pensa in italiano, parla da italiano ed agisce da italiano. E` italiano, ha la testa a Roma e pensa di prendere i voti nel Veneto, spera di prendere i voti nel Veneto. Ma ritorniamo alla Catalunya, l'esperienza guida per tutti i popoli europei che si battono per la propria libertà, per la propria affermazione. Ed allora proprio in questo senso il nostro Gruppo ha proposto e questo Consiglio regionale ha approvato, proprio 15 giorni fa, la risoluzione: "I popoli di ieri, di oggi e il diritto di autodeterminazione", con il quale si ribadisce il diritto del popolo veneto all'autodeterminazione. Diritto che nasce dalla nostra storia millenaria. Non è un caso che il nostro Statuto sia l'unico Statuto delle Regioni presenti all'interno dello Stato italiano, nel quale all'articolo 2 c'è il co