Mozione 262

PER IL RICONOSCIMENTO DELLA LINGUA VENETA DA PARTE DEL PARLAMENTO DELLA REPUBBLICA ITALIANA presentata il 20 maggio 1998 primo firmatario Ettore Beggiato Approvata dal Consiglio Regionale del Veneto in data 22/11/1999 con 29 voti a favore e 10 astenuti. Il Consiglio regionale del Veneto premesso che: - nel marzo del 1995 la Giunta regionale del Veneto ha stampato un "Manuale della Grafia Veneta Unitaria": - diverse amministrazioni comunali del Veneto adottano il bilinguismo veneto-italiano nei propri atti; - nelle ultime legislature della Regione Veneto sono state presentate, da più gruppi, svariate iniziative a sostegno della lingua veneta; - attualmente risulta giacente in Consiglio regionale la proposta di legge "Tutela, valorizzazione e promozione della lingua veneta"; - una variante della lingua veneta, il Taliàn, parlato da centinaia di migliaia di discendenti veneti nel Brasile, è stata decretata, per una settimana, lingua ufficiale in Serafina Correa, Stato del Rio Grande do Sul, Brasile; - l'Istat in una delle sue ultime rilevazioni ha evidenziato come la lingua veneta è parlata correntemente dal cinquantadue per cento degli abitanti della nostra regione, la percentuale più alta fra i popoli presenti all'interno dello stato italiano; - nella Risoluzione adottata il 16 marzo 1998 il Consiglio d'Europa afferma nel preambolo della "Carta Europea delle Lingue Regionali o Minoritarie", il diritto delle popolazioni ad esprimersi nelle loro lingue regionali o minoritarie nell'ambito della loro vita privata e sociale costituisce un diritto imprescrittibile" e più avanti "la difesa e il rafforzamento delle lingue regionali o minoritarie nei vari paesi e nelle varie regioni d'Europa, lungi dal costituire un ostacolo alle lingue nazionali, rappresentano un contributo importante all'edificazione dell'Europa basata sui principi di democrazia e di diversità culturale"; CONSIDERATO che alla Camera dei Deputati sta per essere approvato un progetto di legge relativo alla tutela delle lingue meno diffuse che riconosce "la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene, serbe, croate e zingare e quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano ed il sardo" ed esclude la lingua veneta; tutto ciò premesso, impegna la Giunta regionale ad attivarsi in tutte le sedi opportune al fine di ottenere l'inserimento della lingua e della cultura veneta nel progetto di legge in discussione.