Euroregione Alto Adriatica

IL GAZZETTINO 07/02/1995 L’IDEA DI BEGGIATO (UPV) FINISCE SUL “TIMES” E SU “VJESNIK” QUOTIDIANO DI ZAGABRIA PRENDE QUOTA L’EUROREGIONE ALTO ADRIATICO Ne ha parlato il “Times” l’argomento è stato ripreso dal quotidiano di Zagabria (Croazia), il “Vjesnik”, in un articolo che esamina i rapporti tra le aree del Nordest italiano e le ex repubbliche jugoslave di confine in vista in un’ipotesi federalista di respiro europeo. E l’attenzione del giornale croato è puntata sull’assessore regionale dell’Union del Popolo Veneto, Ettore Beggiato che ipotizzato un’Euroregione Alto Adriatico, composta da Veneto, Friuli Venezia Giulia, Istria e Quarnero. Un progetto che sta suscitando interesse negli ambienti politici del Veneto e delle altre Regioni interessate. Beggiato ne ha parlato, a Rovigno, durante un viaggio in varie aree dell’ex Jugoslavia, col presidente dell’Istria, Luciano Del Bianco, in cui sono stati messi a punto i particolari per formalizzare il gemellaggio Istria-Veneto. “L’interesse dimostrato sull’altra sponda dell’Adriatico – dice Beggiato – è notevole, ad anche per questo ho intenzione di proporre per marzo un incontro tra i presidenti delle Regioni Veneto, Friuli, Istria e Quarnero e i sindaci delle città capoluogo (Venezia, Trieste, Capodistria, Fiume e Pola) che, a mio parere, andrebbero direttamente coinvolte nel progetto”. Per Beggiato, la formula organizzativa e finanziaria dell’Euroregione servirebbe a ottenere dall’Unione Europea il finanziamento di progetti nei settori della portualità, del turismo, dei trasporti e dei servizi di rete, dello sviluppo delle piccole e medie imprese, della formazione professionale, dell’Università, dell’Ambiente, dello sviluppo agricolo e della valorizzazione del patrimonio culturale eliminando gli ostacoli amministrativi ed istituzionali alla libera circolazione di persone, merci e servizi attraverso le frontiere. Questo tipo di approccio consentirà inoltre l’utilizzazione dei fondi strutturali comunitari “Ecos” e “Ouvergure” e “Phare”. “Operativamente – ha aggiunto Beggiato – il primo passo dovrà essere la costituzione di un comitato misto di programmazione e monitoraggio che definisca un elenco comune di progetti; poi dovrebbe formarsi una delegazione unitaria che si rechi a Bruxelles per discutere l’iniziativa con l’istituzione comunitaria”. Beggiato è certo che i governi italiano, sloveno, e croato (quest’ultimo ha chiesto di entrare a far parte del Consiglio d’Europa) saranno disponibili ad appoggiare l’iniziativa.